la via delle arti marziali

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Taijiquan

Tutte le arti marziali cinesi nascono da figure leggendarie o avvolte in un alone di leggenda: il maresciallo Yue Fei per lo Xingyiquan, Bodidharma per lo Shaolin, Zhang Sanfeng per il Taijiquan.

Zhang San Feng; è una figura leggendaria semi-storica di monaco taoista cinese esperto di arti marziali, dell'Alchimia Interiore e di agopuntura. La sua vita viene collocata in diversi momenti storici. Secondo alcuni sarebbe nato intorno al 1270 d.C. durante la dinastia Song. Nel Mingshí (明史, Storia dei Ming 1368-1644) se ne tramanda l'immagine di un uomo di alta statura e di grande prestanza, con capacità eccezionali, con la corporatura di una tartaruga e la schiena simile ad una gru. Aveva grandi orecchie e occhi rotondi. La sua barba era lunga come la nappa di una lancia. 

Andava vestito sia in estate che in inverno di un abito di tela e di una sopravveste fatta di giunchi intrecciati, insensibile sia al caldo che al freddo. Era in grado di digiunare per un mese, come di ingurgitare enormi quantità di cibo nel medesimo pasto. Era capace di percorrere mille in un solo giorno oppure di memorizzare qualsiasi libro alla prima lettura. Per qualcuno avrebbe praticato per parecchio tempo lo stile del tempio Shaolin.

Questo leggendario monaco taoista rifletteva sulla transitorietà delle cose, della forza fisica, della resistenza e, durante una semi-veglia, sognò una gru ed un serpente che lottavano fra loro: il serpente coi suoi movimenti sinuosi riusciva a sfugggire ai colpi secchi e diritti del becco della gru. 

Fu così che comprese come la morbidezza possa prevalere sulla forza, la dolcezza sull’asprezza, l’acqua sulla pietra, così come scriveva il suo maestro Lao Tze: “ … la debolezza è il metodo del Tao” (Tao Te Ching, XL), ed anche: “Niente al mondo è più molle e debole dell’acqua; ma nell’avventarsi contro ciò che è duro e forte niente può superarla, … il debole vince il forte, il flessibile vince il duro” (Tao Te Ching, LXXVIII).

Perciò il Taiji è la via della mobidezza, della lentezza, della fluidità, è un modo per liberarsi dalle pressioni giornaliere, calmare la mente, rilassare il corpo; è insieme una ginnastica per la salute, una forma di meditazione dinamica ed una raffinata arte marziale di autodifesa.

E’ un’arte antica, praticata da milioni di persone in tutto il mondo, una meravigliosa “lotta con le ombre”, i suoi movimenti, ampi e lenti, migliorano la respirazione, aumentano la capacità di concentrazione, allontanano l’ansia e lo stress, calmano lo spirito.

Io la definisco una ginnastica dolce per recuperare la salute psicofisica e ricreare l’armonia corpo-mente, rinforza il cuore e le difese organiche, migliora l’equilibrio e …  il carattere! Una pratica per tutte le età!

(Claudio Bertoli, maestro di Taijiquan)