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Judo

Terminati gli studi nel febbraio del ’74 Cesare Barioli, il mio Maestro, mi propose di occuparmi di un club di judo a Saronno. Parlai con i dirigenti e, quando sembrava che si potesse iniziare con la stagione 74/75, mi si chiese di scegliere tra Saronno e Bresso, dove il Fujiyama voleva chiudere.

All’inizio dell’estate entrai per la prima volta nello “scantinato” di via Simone de Gatti, 7 … ed eccomi qui, dopo 40 anni, a raccontarvi la mia avventura di insegnante di judo al Bu-Sen Bresso.

Fu un’estate di lavori con mio fratello Claudio: richiesta dei permessi comunali, compilazione dello Statuto associativo e poi il rifacimento del pianale di legno per i tatami (i vecchi tatami in paglia di riso), tinteggiatura, sistemazione del locale segreteria, delle docce e degli spogliatoi etc…

Il 24 Settembre 1974 fu il primo giorno della prima lezione di judo a due bambini al Bu-Sen Bresso.

In Bresso già esisteva il Judo club Hokkaido, diretto dal M° Michele Terrana, e alcuni dei suoi allievi più grandi mi chiesero di potersi iscrivere al Bu-Sen Bresso. Fu gratificante per me e poco rispettoso verso il M° Terrana ma allora non ci pensai!

Un giorno, casualmente, incontrai dal panettiere Roberto Vedovati, un giovane insegnante di Karate, scambiammo qualche parola per poi concludere il colloquio con la mia proposta di aprire un corso di quella disciplina al Bu-Sen Bresso. La risposta fu immediata, così come avviene tra persone che sentono di avere qualche cosa in comune, e … così iniziò anche quell’avventura.

Il tempo trascorreva velocemente, gli allievi aumentavano, seppur lentamente, e un giorno due coppie di genitori mi chiesero di accogliere i loro figli nel corso di judo. C’era qualche cosa di incomprensibile in una domanda così semplice: si trattava di due bambini Down.

I genitori mi chiedevano di inserire i loro bambini nel corso di judo, insieme agli altri. Protestai che sapevo vagamente cosa fosse la Sindrome di Down e che ero un giovane e inesperto insegnante. Mi chiesero di pensarci qualche giorno.

Paolo e Simone iniziarono la settimana successiva e diedero inizio a quella che poi si rivelerà essere la mia vera avventura judoistica.

Il destino di una associazione si confonde sempre con quello delle persone che la fanno rivivere giorno dopo giorno: anni pieni di luci e di ombre che passano inesorabilmente, assistendo pazientemente alle trasformazioni del tempo e degli uomini.

(M° Aldo Piatti, 8° Dan)